Le considerazioni degli psicologi sull'abuso di internet

 






Non esiste alcun pregiudizio negativo tra gli psicologi rispetto all'utilizzo ormai ampiamente diffuso di internet in tutto il mondo. Nessuno tra di loro cioè sottovaluta ad esempio l'apertura democratica che la rete offre ad ogni persona che intenda pubblicare pensieri o realizzare idee imprenditoriali a prescindere dalla sua condizione economica e sociale. Ognuno dunque ha a disposizione tale medium per esprimere liberamente la sua posizione a proposito di ogni argomento senza sottostare a permessi che deriverebbero sul piano giornalistico da coloro che gestiscono una testata. Così anche chi non dispone di ingenti capitali per sostenere la crescita di un'azienda può trovare una visibilità mediatica soddisfacente sul web a costi certamente contenuti. Le critiche che semmai gli psicologi da anni evidenziano sopra questo importante medium riguardano l'abuso che gli utenti ne fanno a danno della loro psiche. Dedicare per esempio molte ore al giorno alla navigazione su internet significa limitare e spesso addirittura snaturare le dinamiche delle relazioni sociali. In sostanza usando la rete come mezzo prioritario della propria comunicazione significa allontanarsi da un sano dialogo che conduce ad una piena maturazione dell'individuo. La velocità con cui si conversa per iscritto sulla rete, quindi, sviluppa una distanza dall'altro che causa l'abbandono di un linguaggio più complesso fatto di sguardi, profumi e gestualità. 


LE MANIFESTAZIONI DEPRECABILI DETERMINATE DA UN ABUSO DI INTERNET

Il fenomeno più preoccupante che secondo gli psicologi sta crescendo sulla rete in modo incontrollabile fa riferimento al cyberbullismo, ossia alla tendenza da parte di alcuni individui di diffamare o lanciare minacce pericolose a dispetto di persone inermi e soprattutto prive di colpe di qualunque natura. Peraltro la difficoltà nel difendersi da questi insulsi attacchi mediatici è legata al fatto che gli utenti responsabili di tali azioni si nascondono dietro un anonimato online. E sia pure attivando le autorità per individuare tali soggetti attraverso una sofisticata indagine telematica, le tempistiche che caratterizzano questa ricerca non risultano essere brevi. Siccome la rapidità con cui si diffondono questi insulti gratuiti sulla rete è impressionante, la soluzione giunge inevitabilmente sempre dopo che il destinatario ha ormai pagato gli effetti di questa deprecabile gogna pubblica. Pertanto l'allarme segnalato dagli psicologi su tale piaga moderna non può dirsi per la sua oggettiva gravità un allarmismo esagerato. I rimedi che non solo gli psicoterapeuti, ma anche altri professionisti di buon senso indicano, sono rappresentati da un maggiore controllo operato da parte degli amministratori dei social e da una severità più marcata delle pene a cui deve essere soggetto chi commette questo tipo di reato.